L'ARTE DI AMARE (Erich Fromm)



È l'amore un'arte? Allora richiede sforzo e saggezza. Oppure l'amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi è una questione di fortuna?
Questo volumetto contempla la prima ipotesi, mentre è fuor di dubbio che oggi si creda alla seconda.La gente non pensa che l'amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d'amore, felice o infelice, ascolta canzoni d'amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d'amore.

Perchè questa "Arte di amare" di Fromm?
La lettura è scorrevole, i concetti semplici rasentano l'ovvio e talvolta fanno sorridere.
A che serve nella nostra società questa forma d'amore?
Mettiamo allora Fromm in un cassetto e continuiamo a vivere.
Ma ecco che la parola vivere ritorna a tratti nel pensiero come un'eco.
Vivere… Vivere... Vivere...
Io vivo, tu vivi, i miei amici, le persone che conosco vivono. Viviamo?
Certamente; rido, piango, mi affanno, godo, soffro, lavoro , amo...
Amo?
Cosa dice Fromm? L'amore è un'arte.
L'amore è l'unica possibilità di vita che ci rimane oggi in questa società deformante, amore come alternativa alla paura, alla disperazione, alla morte.
L'amore è coraggio, non coraggio della disperazione bensì coraggio dell'amore, fede in se stessi e nella vita.
E' facile confondere la fede in se stessi con la fede nel potere, così come è umano confondere il potere paternalistico con l'amore paterno.
Si può andare avanti, compiendo il proprio dovere per anni, una vita intera magari e non capire perché nessuna vera gioia, nessuna profonda soddisfazione chiuda in attivo una giornata.
L'uomo si addormenta pieno di paura.
Paura di cosa? Ci sono infiniti motivi oggi a cui attribuire la paura.
E' facile darne la colpa alla violenza che dilaga, all'economia che va a rotoli, alla famiglia in disfacimento, alla droga, ai figli e ai loro problemi.
Come si fa ad aver fede? Come si può amare?
Questa nostra società ci ha veramente tolto la capacità di amare.
Oggi l'uomo non può amare così come non può rifiutarsi di amare, scegliendo l'egoismo.

Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell'atto mi sento vivo.

Il male che c'è nella società ha tolto all'uomo la capacità stessa d'amare, gettandolo nella solitudine più assoluta, togliendogli fiducia nei propri principi, rispetto per la dignità umana, fede in se stesso.
L'amore, dice Fromm, non ci viene dal di dentro o solo dall'essere uomini, né può limitarsi al desiderio di essere amati o di rendersi amabili; l'amore è un rapporto tra esseri umani e il rapporto sincero oggi più che mai, ha perso di significato.
A qualunque livello il rapporto è un'aspettativa. Io aspetto da te qualcosa. Tu aspetti da me qualcosa.

L'amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te.
L'amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo.

Noi due insieme, esseri umani con le nostre innumerevoli carenze, i nostri vizi e le nostre virtù, accomunati da uno scambievole desiderio e bisogno d'aiuto, non esistiamo più.
Le innumerevoli attività, i nostri affari, le preoccupazioni, le crisi, ci chiamano altrove.
Mettiamo Fromm e la sua"Arte d'Amare" in un cassetto?
E' la soluzione più semplice, ma facciamo in modo che almeno il cassetto sia a portata di mano.

(L'arte di amare di Erich Fromm, psicoanalista e sociologo tedesco, è stato pubblicato nel 1957)

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