LA PROSTITUZIONE PERCEPITA
Le scimmie cappuccine sono quelle
con la faccia nuda, il manto color frate e il cappuccio bianco; Keith Chen,
docente di Economia a Yale, ne ha addestrate sette (quattro femmine e tre
maschi) all'uso del denaro.
Ha cominciato distribuendo nelle gabbie dei piccoli
dischi di metallo con un foro in mezzo: le scimmie li annusavano, li
addentavano e poi li buttavano via.
Ma pian piano si sono accorte che
fin che avevano i dischi tra le dita venivano rifornite di frutta dai
ricercatori, mentre la frutta spariva appena li gettavano.
Così hanno imparato a tenerseli
in mano fin che non ricevevano la frutta, anzi a scambiarla coi dischi (che da
quel momento per loro erano diventati denaro a tutti gli effetti).
Chen, allora, ha provato a
differenziare i prezzi delle banane e delle mele: tre dischi per una banana,
uno solo per una mela.
Anche i comportamenti si sono
differenziati in conseguenza: chi appena avuto un disco lo scambiava subito con
una mela, chi amando le banane preferiva aspettare e accumularne tre.
Due diverse categorie di
consumatori.
Dopo parecchi altri esperimenti
altrettanto istruttivi (tipo provocare un improvviso rialzo dei prezzi e poi un
inspiegabile ribasso), Chen ha voluto vedere come reagissero le scimmie a una
ricchezza inaspettata e ha immesso nella gabbia, di colpo, tantissime monete:
tutte le cappuccine si sono affrettate ad arraffare più monete che potevano per
fare incetta di frutta.
Tutte tranne una, un giovane
maschio — che invece, dopo aver ammassato un bel gruzzolo, sì è avvicinato a
una femmina e traendola in disparte gliel'ha deposto ai piedi.
La femmina s'è accoppiata subito
col donatore, poi ha raccolto il gruzzoletto e si è avviata anche lei a
comprare la frutta.
Primo caso sperimentale, tra gli
animali, di sesso offerto in cambio di denaro.
Questa parabola etologica,
estranea com'è a troppo frettolosi e ingombranti parametri morali, può
dimostrarsi un buon punto di partenza; soprattutto perché il comportamento ha
avuto luogo in un contesto di abbondanza e non di privazione (la giovane
femmina avrebbe potuto procurarsi i dischi di metallo da sola, e comunque
nessuno stava soffrendo la fame).
Da qualche tempo, assecondando
un'indignata spinta a "chiamare le cose col loro nome", molti hanno
insistito che le cosiddette escort non sono altro che prostitute (o troie, o mignotte);
le parole hanno un peso, in genere quando una parola nuova si afferma è segno
che è accaduto qualcosa di nuovo nella realtà.
Come i pendolari stipati sui
treni locali sembrano ormai incomparabili per natura ai manager che interrogano
i loro iPad sul Frecciarossa, così le prostitute di strada e i loro clienti
hanno l'aria di appartenere a una diversa umanità rispetto al variegato e
sfumatissimo panorama delle (e degli) escort: a mondi separati, parole
separate.
Le riflessioni che seguono si
riferiranno soltanto al mondo ricco o comunque benestante, perché la miseria e
il bisogno (oltre a pretendere pietà e rispetto) introducono troppo rumore di
fondo nella già complicata faccenda del corpo e del desiderio.
Nell'universo delle escort, e
nella zona di alta gamma della Rete, è davvero il corpo quello che si vende?
Molti pensano che sia piuttosto
l'immagine, tant'è vero che il medesimo corpo, quando è valorizzato da foto o
passerelle o tivù, aumenta di prezzo; e le donne (o gli uomini) che si vendono
lo sanno talmente bene che affollano le palestre per migliorare la loro
immagine assai più che le loro prestazioni sessuali.
Il valore d'uso della merce
(l'atto sessuale) è largamente superato dal suo valore di scambio, come icona
del lusso e status symbol.
E dunque si paga il lavoro che è
stato necessario per produrre la merce, compreso il trasporto (vedi il successo
di molte escort esotiche, che portano con sé il brivido di lingue e Paesi
lontani).
Con la pansessualizzazione degli
ultimi trent'anni, anche il sesso è diventato un mediatore universale
esattamente come il denaro; entrambi si impregnano di un riflesso d'assoluto:
- il denaro per l'infinità di
cose in cui riesce a trasformarsi ("divinità che congiunge gli impossibili
e li costringe a baciarsi" lo definisce Shakespeare nel Timone d'Atene);
- il sesso perché, sganciato
dall'amore, ne ha conservato tuttavia un profumo d'infinito.
Molti imprenditori, lo sappiamo,
pagano i politici direttamente in russe, o lituane; più che una merce, il corpo
diventa moneta. E se diventa esso stesso, come il denaro, l'equivalente
generale di molti specifici beni, allora non deve avere caratteristiche troppo
individuanti; di qui l'omologazione estetica, ottenuta con la chirurgia o con
mezzi più soft come l'abbigliamento e il trucco.
Se il corpo diventa moneta, che
cosa compra esattamente il cliente quando cerca la compagnia di una escort? Con
TOT euro, o dollari, compra un altro tipo di moneta che può eventualmente
scambiare per ottenere più ambiziosi e immateriali favori.
La prostituzione, in questo caso,
somiglia a un commercio di valuta.
Geniale incipit di:
Resistere non Serve a Niente
Walter Siti
Rizzoli, 2012



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