AYAHUASCA!
| Mandala |
A me piace particolarmente, e dai molteplici luoghi che ho avuto la fortuna di visitare ho sempre ricavato emozioni, consapevolezza, spunti di riflessione, accrescimento del mio Io.
In quest’ultimo periodo ho scoperto quanto il viaggio possa essere anche un’occasione di avvicinare in modo diverso dal solito i compagni d’avventura.
E’ quanto mi è capitato facendo una crociera con mia figlia e la mia ex suocera. Sono separato e non ho occasione di dividere con lei la quotidianità;
in quanto alla mia ex suocera è una persona anziana e forse quello è stato uno dei suoi ultimi viaggi. Nei suoi confronti ho stima e gratitudine, perchè si occupa dei miei figli con amore e dedizione.
Posso definirlo un viaggio introspettivo più di altri, che mi ha dato la possibilità di riflettere sul mio passato, di avvicinarmi maggiormente all’arte ed alla poesia, di guardare con occhi diversi ad un futuro che si prospetta sempre più incerto e insicuro.
Ma il viaggio che voglio condividere con voi è un viaggio più impegnativo, perché mi ha costretto a confrontarmi con una realtà sconosciuta, una dimensione inconscia che pur appartenendo a ciascuno di noi in forma differente è la meno nota.
Una mia amica mi aveva parlato di un’esperienza sciamanica avuta in Maggio e mi aveva detto che in Ottobre ci sarebbe stato un nuovo incontro con uno sciamano, che avrebbe avuto piacere di presentarmi.
La raggiunsi in Austria e insieme a lei mi recai in una località poco lontana da Lienz, in una “casa della cultura”.
Qui si teneva un convegno sullo sciamanesimo condotto però non più dallo sciamano che credevo di incontrare ma da uno psicologo teologo austriaco, tale dottor W.H..
Il convegno riguardava la storia dello sciamanesimo, al termine del quale il dottor H. ci introdusse al rito dell’Ayahuasca, la medicina usata dagli sciamani per rilassare le menti.
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| Liana Banisteriopsis |
Scoprii così che la Ayahuasca è un potente allucinogeno, la cui natura pare sia diversa da quasi tutti gli altri allucinogeni, poiché il contenuto e la qualità delle visioni porta ad una completa derealizzazione o sopraffazione della mente.
A chi la usa sembra di vivere un’esperienza reale, ma con il potere di aprire una porta verso altri mondi che sembrano esistere parallelamente al nostro. Si vive in pratica una forma di allucinazione strana che non allontana dalla realtà. E’ come se aggiungesse potere alla mente.
Non so quali siano state le esperienze dei dodici componenti il gruppo.
La mia esperienza mi ha portato dapprima a vedere una serie di figure geometriche, che poi lentamente si trasformavano in triangoli colorati che trascinavano il mio corpo verso il cielo e l’infinito.
Ho avuto la sensazione di essere alle porte del paradiso, di volerne farne parte ma di non riuscire ad entrare.
Poi il mio corpo si è illuminato e una forza superiore mi ha spinto così in alto da convincermi di essere diventato Dio. Era troppo. Il conflitto interiore tra il sentirsi Dio e la convinzione di essere uomo e quindi di non meritarlo era insostenibile. Volevo con tutto me stesso scendere sulla terra e gradualmente ci fu il ritorno totale alla realtà.
Andai a dormire incuriosito.
Nella riunione del giorno successivo, dopo che ogni partecipante ebbe raccontato la propria esperienza, H. cominciò a parlare di sessualità e di riti purificatori sugli organi sessuali.
Fece brevi accenni sul bene e sul male teorizzando la totale estraneità del male dall’essere umano, affermando, tra l’altro, che Hitler prima di morire fu accarezzato dalla mano di Dio e che il male non apparteneva neanche al diavolo, e che Lucifero era un angelo buono. Il ragionamento poteva anche essere accettato se si fa riferimento ad un Dio misericordioso che tutto perdona e alla primigenia condizione di Lucifero che significa appunto “portatore di luce” prima di essere precipitato nell’inferno, secondo i libri sacri, per aver disobbedito a Dio per superbia.
Ma le cose non stavano così come pensavo.
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| Il cancello di entrata del campo di concentramento di Auschwitz |
Ma le cose non stavano così come pensavo.
Aggiunse poi che la successiva esperienza ci avrebbe condotto in un mondo ancora più spirituale.
Il secondo rituale sarebbe stato fatto in un’altra stanza, le cui porte e finestre sarebbero state oscurate con sacchi di spazzatura.
I quadri che adornavano la stanza erano pieni di firme ripetute svariate volte e nel centro di ognuno una vernice bianca cancellava la firma, cosa che io ho interpretato come la cancellazione della propria identità.
Al lato della stanza un altro quadro rappresentava l’unione sessuale di più persone. Cominciai a convincermi di essere, mio malgrado, il partecipante di una messa nera. Devo confessare che fui preso dal panico e dal non sapere più cosa fare.
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| Victor Brauner - Le Ver Luisant - 1933 |
Il secondo rituale prevedeva l’assunzione a volontà della sostanza allucinogena, ciascun partecipante poteva servirsi dalla stessa bottiglia della sera precedente o da una nuova bottiglia il cui contenuto aveva però effetti più potenti.
Decisi di partecipare comunque al rituale, facendo solo finta di bere.
Nonostante questa precauzione, la quantità assunta il giorno precedente mescolata all’enorme energia sprigionata nella stanza, mi provocò un senso di stordimento e dopo circa mezz’ora di meditazione accompagnata da suoni “mistici”, pur rendendomi conto che ero in quella stanza, sentii ancora la sensazione di essere Dio e di dover sostenere il peso del mondo e delle sue sofferenze.
Probabilmente questo era anche dovuto alla lotta che stava sostenendo la mia mente per restare attaccato alla realtà per proteggere me stesso e la mia amica.
Ad un certo punto i partecipanti cominciarono a vomitare, uno alla volta.
Alla mia sinistra la mia amica era l’ultima del cerchio e la più prossima allo psicologo stregone. Dopo che ebbe vomitato la persona alla mia destra, mi venne spontaneo dirle: “Adesso tocca a te”.
Mi rispose che non era il momento, ma lo psicologo/stregone disse no e lei vomitò.
Mi distesi allora al suo fianco, quasi a sua protezione nei confronti dello stregone.
Mi sembrava incredibile, ma tutto ad un tratto non mi sentivo più Dio, ma il prescelto per un accoppiamento con la mia amica e cresceva in me la sensazione che la nostra unione avrebbe generato l’anticristo.
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| Uno stregone vola al sabba - Chiesa di Notre-Dame a Hal |
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| Edvard Munch - L'urlo |
Mi avvicinai ancora di più a lei per proteggerla da qualunque tipo di intrusione.
Poi lentamente ritornai in me, ma il mio corpo era distrutto dalla fatica, e stentavo a rialzarmi. Mi aiutò lei.
Non riuscii a chiudere occhio per tutta la notte e lei mi confidò che già nella riunione tenuta in Giugno aveva deciso che a Febbraio sarebbe dovuta partire insieme allo psicologo in Perù, la patria dell’Ayahuasca, per un incontro con uno sciamano più importante.
In quest’ultimo rituale aveva però percepito che una forza oscura voleva introdurre dentro di se il suo seme marcio.
Questa era l’occasione giusta per convincerla ad abbandonare il seminario e non partecipare al terzo rituale.
Non riuscii però a convincerla a non partecipare alla seduta in cui ognuno avrebbe raccontato la propria esperienza, ma almeno concordai con lei le modalità migliori per poter comunicare la defezione dal terzo rituale.
Durante questa riunione H. parlò apertamente di messa nera e cominciò ad adottare un comportamento volgare e dissacratorio.
Io comunicai l’abbandono, ma la mia amica sembrava nuovamente confusa e indecisa.
H. la invitò a partecipare ugualmente al terzo rituale, anche senza ingestione di Ayahuasca.
Fortunatamente un altro partecipante dichiarò di aver avuto delle sensazioni sgradevoli.
Finalmente anche lei si decise.
Allora intervenni nuovamente, affermando di avere già comunicato che sarei venuto via e che l’avrei fatto in quello stesso istante.
H. sembrò per la prima volta in difficoltà e comunicò che la comunità avrebbe accettato le nostre defezioni.
Lasciammo rapidamente la casa.
La mia amica sentiva il bisogno di comunicare con qualcuno ed io ero ancora preoccupato.
L’accompagnai a casa, ma solamente il giorno successivo trovai il coraggio di denunciare l’accaduto alle autorità locali.
Speravo che gli altri partecipanti al rito non avessero subito danni per il mio ritardo.
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| Sequestro di "Madre" Ayahuasca |
Questa avventura mi ha reso consapevole di una forza interiore, che spesso sopraggiunge nei momenti di difficoltà per aiutarci a superare un problema, ma anche con la convinzione che molte persone vivono un disagio profondo senza averne piena consapevolezza. L’inconscio umano è come un pozzo profondo nel quale albergano elementi positivi ed elementi negativi. Venirne a contatto senza un’adeguata preparazione o senza che qualcuno possa darti una mano veramente, può sconvolgere la mente e può metterti in balia di strani personaggi che ne approfittano per sottomettere la tua volontà ai loro fini.
Una persona fortunata può trovare conforto nella propria famiglia, nei propri amici o nella propria fede. Non tutti sono in grado, infatti, di trovare autonomamente la risoluzione ai propri problemi.
Penso ai nostri figli, alle persone deboli o insicure, a chi è solo ed è più propenso ad ascoltare chiunque si presenti come amico.
Viviamo in un mondo superficiale, si mira ad ottenere dei risultati, senza preoccuparsi più di tanto del modo in cui essi possono essere raggiunti.
Forse è il caso di fermarci e di riflettere.
La nostra vita gira intorno a tre verbi: volere, dovere e potere.
Prima di compiere una scelta occorrerebbe rispettare questo principio:
1) Io vorrei (qualsiasi cosa)
2) Quali sono i miei doveri? (verso me stesso e verso il prossimo)
3) Potere o non potere è la risposta che ognuno di noi troverebbe da sé.
Questa non è solamente una formula educativa nei confronti dei propri figli, ma dovrebbe costituire il fulcro su cui si fonda il nostro vivere. L’equilibrio tra questi tre punti aiuterebbe ciascuno di noi a percorrere la strada più giusta senza cercare scorciatoie.
Il mondo in cui viviamo, governato dal consumismo e dai condizionamenti di una pubblicità esasperata non ci aiuta di sicuro. La televisione ad esempio ha abolito quasi del tutto la sua funzione di strumento di comunicazione e di educazione alla cultura, per diventare proprietà di lobbies che mirano al guadagno facile sulla nostra pelle. Non ci si rende conto di quanto siamo condizionati e di come la nostra volontà viene gestita dagli altri, talvolta anche attraverso messaggi subliminali che entrano nella nostra mente, nostro malgrado.
E’ giusto pensare al proprio benessere, il profitto non è di per sé il demonio, ma dovrebbe essere perseguito senza imbrogli e senza danneggiare gli altri.
E’ un discorso politico nel quale tutti noi dovremmo essere chiamati a dare il nostro contributo, ciascuno per quello che vuole che può e che deve.
Purtroppo l’esempio che i nostri governanti ci danno è totalmente negativo.
Le persone scelte a rappresentarci dovrebbero per prime essere d’esempio.
Assistiamo invece a comportamenti inqualificabili. L’arroganza, la protervia, la superbia, l’esercizio del potere per scopi personali non soltanto allontanano il popolo da chi dovrebbe essere vissuto come il genitore autorevole in una buona famiglia, ma presentano modelli di comportamento negativi.
In un momento di crisi come l’attuale ognuno di noi dovrebbe ritrovare la propria forza interiore, e fermarsi e riflettere.
Cosa ci ha portati a questa crisi? Può considerarsi questa crisi soltanto una crisi economica, o non è piuttosto una crisi ancora più profonda priva dei valori fondamentali che a lungo andare inevitabilmente porta ad un default non solo economico ma che coinvolge l’intera esistenza?
Da questa considerazione dovrebbe forse ripartire il nostro viaggio, alla riscoperta di noi stessi.










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