CODICE INCOMPLETO

Maya - Codice di Dresda
Alla base di qualsivoglia tipo di comunicazione sono indispensabili delle regole che rendano possibile la comprensione tra chi  vuole trasmettere un messaggio e chi lo riceve.
Il codice è una convenzione che stabilisce le modalità della relazione grazie alle suddette norme legate alla consuetudine o alla tradizione.
La correlazione tra la parola, il segno, e ciò che indica, stabilisce il rapporto tra significante e significato.
Se questo rapporto fallisce c’è l’incomprensione.
Barcode
Spesso accade che si parli “in codice” servendosi di un sistema di vocaboli convenzionali per molti incomprensibile (linguaggio scientifico, medico, ecc) o con la precisa intenzione di non essere compresi (politichese).
In realtà “codice” è un termine dalle molteplici valenze che varia a seconda delle discipline e della sfera a cui fa riferimento.
E’ alla portata di tutti il codice della lingua, dei numeri, ma anche di comportamento, di cortesia, di buona educazione, deontologico (non sempre rispettato).
Vi sono i codici internazionali come i segnali stradali, i segnali nautici, quelli di avviamento postale, i codici informatici, il codice binario, il codice a barre; c’è il codice genetico che definisce la nostra individualità e molti altri che regolano la legge, il patrimonio e così via.
Ma il codice che regola la nostra vita interiore è spesso sconosciuto.
Sconosciute sono le correlazioni dell’inconscio e il codice che le regola.
Eppure è costante la relazione tra le rappresentazioni mentali e gli affetti, tra le relazioni oggettuali  e i vari tipi di angosce.
La comprensione degli stati d’animo non è sempre chiara, molti tipi di malessere sono l’effetto di cause sconosciute.
Nelle antiche civiltà le attribuivano agli dei e gli antichi aruspici le interpretavano secondo i loro codici, uguali per tutti.
Oggi sappiamo che il sogno è una sorta di religione della mente, nel senso etimologico di “religare”, mettere in relazione, riunire le nostre parti scisse.
I suoi simboli  arbitrari e molto spesso incomprensibili, rendono il significato del sogno assurdo e astruso.
Entra in funzione allora quel codice proprio dell’Es (istinto primordiale) sconosciuto all’Io affinché l’arbitrarietà del simbolo onirico assuma un significato per l’Io e lo avvicini gradualmente alla maggiore conoscenza di Sé.
Uomo Vitruviano - Gallerie dell'Accademia, Venezia
Proprio perché arbitrario il simbolo onirico implica un codice che lo normi: il codice culturale.
Decodificare un sogno, dare senso a una fantasia spontanea richiede un complesso sistema di regole, un codice che, a differenza degli altri codici, non esclude l’errore o l’incertezza ma non preclude la possibilità di avvicinarsi alla verità o alle verità che l’inconscio vuole manifestare all’Io cosciente.
E’ un codice incompleto appunto ma ha la funzione di avvicinarsi il più possibile a quel teatro interno in cui l’individuo è attore, sceneggiatore e regista del suo mondo.

Commenti

Post più popolari